Gianluca Garofalo – Una storia di illustrazione (Dimostrazione)

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UNA STORIA DI ILLUSTRAZIONE (DIMOSTRAZIONE)

 

“…Suggerimenti visivi che alludono a infinite altre storie che non hanno trovato spazio sulla pagina ma pure da
qualche parte, in qualche tempo, devono essere avvenute, sebbene nessuno le abbia imprigionate nella
gabbia di un discorso, e continuano a vivere nell’eterno limbo del possibile.”
Martino Negri

Parole e figure: i binari dell’immaginazione.

Una storia di illustrazione che si rispetti dovrebbe, prima ancora del “c’era una volta”, raccontare cosa sia
l’illustrazione. Quasi avendo l’urgenza di avvisare e mettere in guardia, ad evitare fraintendimenti.
La citazione che avete appena letto, a suo modo, dà una definizione piuttosto realistica della cosa, anche se,
si capisce, lascia aperta la porta ad un numero imprecisato di ragionevoli dubbi.
È proprio tra questi dubbi che questa storia vuole dipanarsi, a cercare la consapevolezza che l’illustrazione è
un racconto vero e proprio e che, volendo, potrebbe essere totalmente autosufficiente, persino indipendente,
e affrancarsi del tutto dal legame con il testo.
Mai sentito parlare di silent book?
Una storia, però, per essere tale, per essere compresa, ha bisogno di utilizzare un linguaggio, con il suo
codice, con le sue regole grammaticali, che rendano univoca la relazione tra significante e significato.

• Alcuni concetti di percezione visiva
• Altri di psicologia della forma
• Semiotica delle immagini
• Una teoria della discontinuità o dei contrasti e dove trovarla
• Centri e vettori, un salto nella gestalt
• Chi va e chi torna, l’inerzia visiva
• Finito o infinito
• Neutro o interagente
• Il testo e l’immagine, una storia di amore odio

 

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