Gianluca Garofalo – Discontinuità e contrasti (Conferenza)

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DISCONTINUITÀ E CONTRASTI (CONFERENZA)

 

Il fatto è che tutto viene fuori dalla retina.
Le immagini, intendo, e il modo in cui noi le percepiamo. È la retina che manda segnali al
nostro cervello e ci fa vedere oltre che percepire, per poi guardare e, magari, interpretare.
E tutta questa roba pazzesca succede grazie a tre interruttori. Tre interruttori on/off,
proprio come quelli che abbiamo in casa per accendere la luce. Non proprio uguali, certo,
ma idealmente funzionanti allo stesso modo. Non come un potenziometro, di quelli che
girando gradualmente si passa dalla luce più debole alla luce più forte, ma proprio come
qualcosa che ci dica c’è o non c’è. Oppure, ancora meglio, se c’è questo non può esserci
quest’altro.
Fine.
Se un leopardo migrava verso il nord, per sopravvivere e prosperare aveva bisogno di
attendere quella mutazione genetica, frutto di caso e necessità, che generasse un
leopardo con una pelliccia più lunga e più chiara. Un’infinità di tempo, ragazzi!
L’Uomo, al contrario, con una certa quale baldanza, non ha atteso di diventare più peloso
per resistere al freddo, ha ucciso il leopardo geneticamente mutato e si è coperto con la
sua pelliccia.
Per quanto possa sembrare assurdo, tutto questo successo è anche il frutto della
capacità di interpretare velocemente e in modo ottimale, il segnale proveniente da quei
tre interruttori che, combinati tra loro, hanno continuato a segnalare semplicemente “c’è”
o “non c’è” e, di conseguenza, la presenza o meno di una discontinuità.
Tre interruttori, uno per il bianco e il nero, uno per il giallo e il blu, uno per il rosso e il
verde. Un cervello ad interpretare questi dati ed ecco che siamo in grado di dare una
forma e, soprattutto, un colore, al mondo che ci circonda. Siamo in grado, di giorno, di
individuare il leopardo tra la neve, cacciarlo e coprirci con la sua pelliccia.
Questo è uno dei motivi per cui siamo così sensibili alle discontinuità o, per dirla in un
modo più legato al mondo delle immagini, ai contrasti.
Parleremo di contrasti e del curioso fatto che siano una componente fondamentale del
linguaggio figurato, per immagini.
Un punto da cui partire per sapere in che modo ci si può far capire molto bene, o molto
male, con un’illustrazione.

 

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